Lil’ Joe interviewed for LifeGate Radio
11/20/2009 16:15pm - PermalinkLifeGate is an internet & air radio station based out of Italy. Click here to read Lil’ Joe’s interview directly from LifeGate Radio’s website.
Istantanee da una vita in blues: Lil’ Joe Burton e l’intervista
19 Nov 2009 // di Massimo Baraldi
La vita può essere dura per tutti, ma se nasci in uno dei quartieri popolari di Chicago può diventarlo particolarmente. Da quelle parti possedere un’arma e saperla usare può davvero fare la differenza, benché quando la variabile sei tu e hai gangs, droga e polizia come costanti, il risultato dell’equazione sia perlopiù abbastanza scontato.
Nel caso di Joseph Burton, classe 1952 e noto ai più come Lil’ Joe from Chicago, le cose andarono diversamente: fu un trombone a salvargli la pelle e tirarlo fuori da lì. Ancora bambino aderì a un programma sperimentale di formazione musicale e di lì a poco si ritrovò con un vero lavoro per le mani. «Non ringrazierò mai abbastanza il Signore per avermi insegnato a essere un brav’uomo attraverso la buona musica» è una frase che Lil’ Joe ama ripetere. Certo, la madre sognava per lui un futuro da pediatra… ma, se è vero che la musica è una cura per lo spirito, ha comunque motivo di esserne orgogliosa.
Tre albums con Junior Wells, cinque con B. B. King e poi una serie infinita di collaborazioni che spaziano dai Carpenters ai Platters, da Bobby Womack a Joe Tex e Otis Clay, da George Burns a Tony Bennett: Lil’ Joe è stato uno dei musicisti più richiesti della scena blues, soul e rhythm & blues del suo tempo, praticamente una piccola leggenda. Stabilitosi ormai da qualche anno ad Atlanta, è entrato a far parte della Music Maker Relief Foundation di Tim Duffy, organizzazione che fa del proprio meglio per promuovere, supportare e provvedere ai bisogni dei pionieri del blues che vivono in condizioni di disagio. Versatile ed eclettico, dal 2003 ha messo il proprio talento a disposizione di Danny “Mudcat” Dudeck, uno dei bluesmen più rappresentativi della scena locale e, in occasione del loro tour italiano, lo incontro proprio in sua compagnia.
Lil’ Joe mi accoglie con un bel sorriso stampato tra gli occhi scintillanti, e posso dire che quando te lo trovi davanti non ti è difficile immaginarlo ancora ragazzino, affacciato sul corridoio dei camerini a salutare Ray Charles con la mano chiedendosi se sarà poi proprio vero che a vederlo non ci riesce mica.
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